26 Giugno 2015 Staff

RI-GENERAMENTO DI CRACKING ART – Giardino Monumentale di Valsanzibio

Invalid Displayed Gallery

RI-GENERAMENTO DI CRACKING ART

Giardino Monumentale di Valsanzibio – Galzignano Terme – Padova

Dal 21 maggio al 27 settembre

Galzignano Terme – Padova. Per tutta l’estate nel Giardino Monumentale di Valsanzibio sono state esposte le sculture Cracking Art, movimento di fama internazionale che ha debuttato a Milano nel 1993 con una mostra epocale, e negli anni ha esposto nelle principali città del mondo. Gli animali Cracking sono una provocazione, un monito ad amare e rispettare la natura.

“Chiocciole, rane, rondini, conigli, lupi e suricati di grandi dimensioni in plastica: sono quanto rischiamo di trovare nel futuro prossimo se non viene dato uno stop a deforestazione, inquinamento, distruzione della natura.” dice Armando Pizzoni Ardemani, titolare della Tenuta Valsanzibio, zoologo laureato presso la Nord Carolina State University, ben lieto di ospitare questo allestimento negli otto ettari del Giardino. Valsanzibio è un museo all’aria aperta mantenuto integro in 350 anni di storia. Questa mostra è per certi aspetti provocatoria, poiché propone circa 30 opere d’arte contemporanea Cracking Art in plastica riciclata in un Giardino Barocco stimato tra i più pregiati in Italia, realizzato su progetto del fontaniere pontificio Luigi Bernini, impreziosito da circa una settantina di sculture in pietra d’Istria attribuite al Merengo, fontane e scherzi d’acqua, con alberi di provenienza internazionale ultrasecolari – dal cedro della California, esemplare stimato più antico in Europa della specie, oppure bossi delle Baleari, cedri dell’Atlante, cipressi dell’Arizona.

(Ai tempi della famiglia Barbarigo, nel diciasettesimo secolo, riuscire ad avere nelle proprie proprietà alberi provenienti oltreoceano erano uno status che rappresentava ricchezza e potere.)

Valsanzibio è un luogo dove tutt’oggi trionfa la bellezza della natura incontaminata, e vuole essere un invito affinchè altri Giardini, aree verdi, boschi e foreste, non di meno mari e oceani, vengano conservati con amore e cure.

Il titolo scelto per questa esposizione è Ri-generamento, con un chiaro riferimento alle mostre Re-Generation del movimento artistico Cracking Art, allestite in Italia e negli Stati Uniti, inoltre vuole far da eco in modo benaugurale al Rinascimento, e per finire vuole essere un omaggio alla sensazione di pace e benessere che il Giardino di Valsanzibio trasmette.

“Le nostre installazioni sono presenze semplici e immediate ma allo stesso tempo sorprendenti, che desiderano portare un alto valore partecipativo ed empatico da parte del pubblico. Presenze che intendono essere richiamo ad una maggiore attenzione alla tutela del paesaggio, all’Arte e alla cultura. Sono invasioni ludiche, icone odierne di favole contemporanee che vogliono dialogare con il patrimonio culturale che li ha generati, rigenerandolo.” Kicco – Cracking Art

Cracking Art è un movimento artistico contemporaneo, ideato da sei artisti internazionali, che ha visto il debutto nel 1993 con la mostra Epocale a Milano curata da Tommaso Trini e Luca Beatrice. Sottolineano l’intenzione di cambiare la storia dell’arte attraverso un forte impegno sociale e ambientale unito ad un rivoluzionario innovativo uso di materiali plastici che evocano una stretta relazione tra natura e artificiale. La derivazione del termine “Cracking Art” deriva dal verbo inglese “to crack”, ossia spaccarsi, spezzarsi, incrinarsi, cedere, crollare… “Cracking” è il divario dell’uomo contemporaneo, dibattuto tra la naturalità originaria e un futuro sempre più artificiale. Per gli artisti di questa corrente Cracking è quel processo che trasforma il naturale in artificiale, l’organico in sintetico. Un procedimento drammatico se non controllato. Negli anni le loro installazioni sono state richieste in importanti sedi italiane ed internazionali.

Le foto scattate dai visitatori potranno essere pubblicate con l’hashtag

#valsanzibio, #cracking

Per questi mesi all’interno del Giardino si potranno acquistare le opere mignon al fine di devolvere il contributo alla rigenerazione dell’arte.